Viaggio in Bhutan, alla ricerca della felicità

 

La chiamano Druk Yul, la Terra del Dragone. Ma non di rado capita anche di sentirlo nominare come Loh Mon, la Terra delle Tenebre Meridionali. Ciò che è certo è che il Buthan è una terra davvero mitica che, ancora incolume dalla frenesia e dalla modernità tipica del sub continente indiano, preserva un'aurea di autentica unicità.

Grande poco meno della svizzera, sorge là dove l’Himalaya declina in colline e le vallate sprofondano ai piedi del gigante innevato. Stretto tra Cina e India, appena al di là del Nepal, con cui però non confina, il Bhutan è uno di quei pochi paesi al mondo dove il turismo di massa non è ancora arrivato e uno di quelli dove ancora si respirano le tradizioni di un tempo.

In tutto il paese esiste un solo aeroporto internazionale a Paro, da cui partono voli diretti solo verso alcune città dell’Asia (Calcutta, New Delhi, Bangkok, Kathmandu, etc.). Il che significa per raggiungerlo dall'Europa bisogna necessariamente fare scalo in Nepal o in India. A parità di prezzi e comodità, però, il nostro consiglio è quello di passare da Kathmandu. Solo così avrai la possibilità di godere di uno spettacolo davvero unico e ti sembrerà di riuscire a toccare con mano l'Everest! Certo, sempre che tu sieda sul lato sinistro dell'aereo!

 

 

Come visitare il Bhutan

 

Il Bhutan viene spesso definito un Paese a numero chiuso, tanto che si dice che i visitatori ammessi ogni anno non superino quota 120.000.

Entrarvi comunque non è difficile: basta richiedere un visto d'ingresso rilasciato da tour operato bhutanesi o internazionali riconosciuto dal Tourism Council of Bhutan (La lista dei Tour Operators autorizzati dal Governo bhutanese è disponibile qui)

Il costo di emissione è di 40$, da versare tramite trasferimento bancario o agenzie di viaggio autorizzate, a cui ne vanno aggiunti altri 250$ a persona in alta stagione (marzo/maggio e settembre/novembre), che scendono a 200$ in bassa stagione. Nella quota sono inclusi 3 pasti quotidiani, alloggio, trasporti e guida locale.

NB: il costo giornaliero del visto può aumentare a seconda dell'itinerario che scegli, alla categoria dell'hotel che richiedi e al numero delle persone che ti accompagnano: se viaggi in gruppi di meno di 3 persone dovrai infatti pagare un supplemento. Sono però previste agevolazioni per studenti e minori.

Altra cosa importante da sapere prima di prenotare un viaggio in Bhutan è che, a meno che tu non abbia passaporto indiano, i viaggi fai-da-te non sono permessi. Puoi però comunque scegliere se prendere parte a tour organizzati, oppure, optare per un viaggio individuale con trasporto privato, fermo restando che, per tutta la durata del soggiorno, sarai accompagnato da una guida locale e da un'autista.

 

 

 

Il paese dove la felicità regna sovrana

 

Grazie alla sua politica di turismo, il Bhutan garantisce un soggiorno tranquillo dove gli incontri con i locali sono facili, autentici e calorosi. Aperti al mondo e in grado per la maggior parte di parlare un ottimo inglese, i bhutanesi daranno infatti il meglio di sé perché tu possa approfittare al massimo del loro Paese, il tutto sempre con il sorriso!

 

Del resto il Bhutan è il paese più felice al mondo. Qui accanto al PIL è stata infatti introdotta anche la FIL, la felicità interna lorda, un parametro perfettamente in linea con quello che è il pensiero buddhista, che pone al centro la persona, il suo benessere e la sua serenità.

 

Si tratta di un concetto ideato negli anni '70 dal re Jigme Singye Wangchuck, che ha dato vita a una politica basata sulla crescita della felicità che non coincide - o almeno, non necessariamente - con la crescita della ricchezza.
Osservando il PIL del Paese il Bhutan, risulta infatti essere una delle nazioni più povere della terra, ma in realtà qui nessuno muore di fame: non esistono mendicanti, né criminalità, e il 90% della popolazione ha accesso gratis alla sanità e all’istruzione pubblica.
 

Lo sviluppo umano, la governance, lo sviluppo equilibrato ed equo, il patrimonio culturale e la conservazione dell'ambiente sono infatti i cinque obiettivi alla base della Felicità Interna Lorda.
Seguendo questi cardini il Bhutan si occupa della salvaguardia delle tradizioni. Per questo i festival che si tengono nel paese sono non solo tra i più belli e sentiti di tutto il mondo asiatico, ma anche i più autentici.

Uno su tutti? Il Tsechu Parom, che si tiene in onore di Guru Rinpoche a Paro ed è uno degli appuntamenti più importanti del calendario religioso bhutanese.
 

 

 

Cosa fare e vedere in Bhutan

 

Se ti piace la montagna, il Bhutan è decisamente il posto che fa per te. Agli appassionati del trekking questo paese, abbarbicato com'è sull'Himalaya, saprà offre infatti panorami montani superbi, dove la natura fiorisce rigogliosa e incontaminata, solcata solo da qualche piccolo e sperduto villaggio e dalle carovane di nomadi che si spostano con i loro yak.

Per i camminatori è d’obbligo lo stupendo e ripido sentiero di circa due ore che attraversa una foresta di pini fino ad arrivare al Tiger’s Nest (Taktshang Monastery), il monastero buddista “simbolo” del Paese, scenograficamente arroccato a nido d’aquila sulla valle di Paro, a 3.120 metri di altitudine.

Da non perdere anche i sentieri escursionistici come quello del Drago (Druk Path) o il famoso trekking dell'Uomo delle Nevi (Snowman trek), che a quota 5.000 (metri d'altitudine) regalano a chi li percorre un'esperienza inebriante e impareggiabile!

Assolutamente da visitare anche Paro, Phunaka e Thimpu, la capitale: tre splendide cittadine da cartolina situate nella zona Ovest del Paese in cui potrai visitare gli dzong, splendide fortezze di legno intarsiato, i lakhang (i monasteri) e i chorten, gli spettacolari monumenti buddisti che svettano fieri ad alta quota.

 


Le avvertenze della Farnesina

 

La farnesina consiglia di:

  • registrare i dati del proprio viaggio sul portale DOVESIAMONELMONDO;
  • esercitare le normali misure di cautela;
  • per coloro che intendano visitare il Paese, consultare l’Ente locale “Tourism  Council of Bhutan” il quale, su indicazione del Ministero dell'Interno (Ministry of Home Affairs), individua periodicamente le aree del Bhutan vietate al turismo. In genere si tratta di alcuni monasteri buddhisti situati a nord di Thimphu e di alcune aree di trekking, a nord verso la Cina, per visitare i quali occorre munirsi di permessi speciali rilasciati dal predetto Ministry of Home Affairs;
  • usare un abbigliamento adeguato per le visite a templi e in occasione di festività locali.

Avvertenza per i tabagisti: la compravendita di tabacco è vietata in Bhutan. Possono essere importate nel Paese fino ad un massimo di 200 sigarette pagando una tassa del 200%. In caso di controlli, bisogna essere pronti ad esibire alla polizia la ricevuta doganale, pena la possibilità di essere accusati di contrabbando con possibile reclusione fino a tre anni. E’ vietato fumare nei luoghi pubblici (quali hotel, ristoranti e bar).