Nuova Zelanda: un viaggio nella terra degli Hobbit

La Nuova Zelanda, ad oggi, è un paese ancora poco battuto dai viaggiatori di tutto il mondo. Eppure stiamo parlando di un posto che offre alcune tra le più strabilianti meraviglie naturali dell'intero pianeta.
Tra oceani immensi, possenti vulcani, montagne innevate e stupende distese di verde puro e incontaminato, la Nuova Zelanda richiede tempo e calma per essere assaporata in tutto il suo splendore ma, alla fine del viaggio, si tornerà a casa col cuore pieno di soddisfazione.

Posti come Cape Reinga, ad esempio, suscitano meraviglia anche solo attraverso l'incontro tra il Mar di Tasmania e l'Oceano Pacifico perfettamente segnato da correnti che offrono alla vista diverse tonalità di blu nel medesimo tratto. Secondo una leggenda maori, poi, proprio Cape Reinga sarebbe il punto dal quale inizia il viaggio delle anime dei defunti verso l'aldilà.
Ninety Mile Beach, invece, è una spiaggia sterminata e particolarmente ventosa, percorribile in automobile perché segnata anche sulle carte geografiche ma potenzialmente pericolosa per via delle dune che possono intrappolare mezzi difficili da rimuovere. Lo spettacolo offerto alla vista, però, forse merita il rischio.

A pochi chilometri da Auckland, poi, c'è Muriwai Beach, dove tantissimi gannet australiani (simili a gabbiani) vengono a nidificare offrendo un colpo d'occhio a dir poco straordinario. KereKare, invece, è una suggestiva spiaggia di sabbia nera ritenuta, però, tra le più pericolose dell'intera nazione a causa delle fortissime e imprevedibili correnti che la contraddistinguono.

Se si vuole godere dello spettacolo di vulcani e geyser, però, bisogna puntare verso Rotorua, dove le meraviglie della natura includono anche spettacolari laghi colorati e fanghi bollenti.

Se si va in cerca di ambienti cittadini, invece, il consiglio è quello di visitare le città principali, vale a dire Auckland, Wellington, Christchurch e Queenstown (quest'ultima particolarmente adatta agli amanti degli sport estremi e del bungee jumping).

Ma anche per gli amanti del cinema c'è da restare soddisfatti. Proprio in Nuova Zelanda, nei pressi di Matamata (nel nord del paese), si trova Hobbiton, inizialmente set per la saga de Il Signore degli Anelli ma, in seguito, trasformato in vero e proprio villaggio dall'atmosfera bucolica e ricca di fantasia, con tanto di ponti, giardini, laghetti e siepi.

 

 

Il periodo migliore per andare in Nuova Zelanda

Essendo le stagioni invertite rispetto a quelle del nostro continente, per godersi al meglio il proprio viaggio in Nuova Zelanda il consiglio è quello di preferire il periodo che va da dicembre a febbraio. In questo arco di tempo, infatti, le temperature sono gradevoli e il clima è generalmente secco. Se si desidera incontrare temperature più fresche anche a costo di un'umidità maggiore, allora sono preferibili i mesi di ottobre, novembre, marzo e aprile.

Il clima della Nuova Zelanda è sostanzialmente temperato, dove le estati non sono eccessivamente calde e gli inverni non presentano temperature eccessivamente basse. Le precipitazioni, invece, sono costanti un po' per tutto l'anno e possono anche arrivare ad essere abbondanti.

In Nuova Zelanda c'è molta differenza tra il clima del nord e quello del sud dell'isola. Al sud le precipitazioni sono più frequenti e le temperature sono più fresche, mentre al nord, pur essendo abbondanti, le precipitazioni sono meglio distribuite nel corso dell'anno.

 

 

Documenti necessari per l'ingresso

I cittadini italiani, così come i viaggiatori di altri paesi, non necessitano del visto d'ingresso per soggiorni a scopo di turismo inferiori ai tre mesi. All'arrivo nel paese occorre però dimostrare di essere in possesso dei requisiti minimi: passaporto con una validità di tre mesi al momento della partenza dalla Nuova Zelanda, il biglietto aereo di andata e ritorno o di proseguimento del viaggio, una polizza di assicurazione sanitaria privata valida per tutta la durata del soggiorno e una somma di denaro sufficiente al proprio mantenimento per tutto il corso del periodo di soggiorno (si calcolano 1000 dollari neozelandesi a persona, al mese, o frazione di mese; questa cifra può essere in contanti, travellers'cheques o su carta di credito Visa/Mastercard).

Inseguito al 1 novembre 2010 – con l'entrata in vigore della nuova legge locale sull’immigrazione- i controlli si sono irrigiditi e sono in lieve aumento anche i casi di respingimento alla frontiera per vari motivi. Tra questi, non solo il possesso di sostanze stupefacenti, ma anche il semplice riscontro del loro frequente utilizzo. Un altro motivo per cui potreste vedervi respinta la vostra richiesta di ingresso nel paese è da imputarsi a tutti quei comportamenti che possono dare adito a dubbi circa la genuinità dei motivi per cui il visitatore intende entrare nel Paese (es. la ricerca di un lavoro in Nuova Zelanda, senza avere un apposito visto di lavoro oppure il possesso di un biglietto aereo di sola andata ).

Si fa inoltre presente che dal 1 ottobre 2018 le autorita' doganali neozelandesi possono anche chiedere a chi entra in Nuova Zelanda le password per accedere a dispositivi elettronici. Il rifiuto puo' essere sanzionato con un ammenda di 5000 dollari NZ.

 

 

Rischi ambientali: tsunami e terremoti

La Nuova Zelanda è un Paese altamente sismico, percorso da Nord a Sud dalla c.d. Faglia Alpina, punto di saldatura tra la Placca Australiana e quella Pacifica, in corrispondenza del c.d. anello di fuoco del Pacifico. Per questo motivo, sul territorio neozelandese si verificano circa 15.000 eventi sismici all’anno. Di questi, un numero compreso tra i 100 e i 150 è di intensità tale da essere percepita dall’essere umano, con punte che superano ogni anno il sesto grado della scala Richter. Terremoti di intensità superiore al settimo grado della scala Richter si verificano in media ogni dieci anni. La posizione insulare espone inoltre le coste della Nuova Zelanda anche al rischio di tsunami.

Va tenuto presente che – orientativamente tra dicembre ed aprile - le coste del nord della Nuova Zelanda potrebbero essere interessate da fenomeni ciclonici.
E’ opportuno pertanto informarsi prima della partenza sulla situazione meteorologica a destinazione, attraverso il proprio agente di viaggio e gli organi di informazione. Una volta in loco, si raccomanda massima cautela, evitando le zone ove maggiore potrebbe essere l'esposizione al rischio, e di tenersi aggiornati sugli sviluppi della situazione consultando regolarmente i siti ufficiali delle competenti autorità locali.

 

 

La Farnesina consiglia:

- evitare il campeggio (in tenda o camper) in aree isolate;
- non immergersi in aree non sorvegliate dalle squadre di salvataggio e comunque di immergersi da soli. Si fa presente che non sono rari gli avvistamenti di quali lungo le cost, ma gli episodi di attacchi nei confronti sono comunque assai rari. Più preoccupanti sono invece le forti correnti oceaniche che – anche a poche decine di metri dalla riva – possono mettere in difficoltà anche i nuatatori più esperti;
- proteggersi dall’esposizione al sole ed usare in ogni caso creme solari. A causa del buco nella fascia di ozono che sovrasta l’Antartide e la parte meridionale dell’emisfero australe, i raggi solari sono particolarmente intensi e pericolosi per l’uomo. (In Nuova Zelanda si registra infatti un tasso di cancro alla pelle oltre dieci volte superiore alla media).;
- preparare con grande cura le escursioni, contando su abbigliamento adeguato e ampie provviste di cibo e acqua;
- prima di partire, comunicare a familiari/conoscenti/albergatori il tragitto che s’intende percorrere.

In Nuova Zelanda sono molto diffusi gli sport cosiddetti “estremi”, che tuttavia talvolta causano incidenti anche mortali. Si suggerisce, prima di intraprendere simili attività sportive (che necessitano in ogni caso di un’adeguata preparazione atletica e tecnica) di adottare ogni necessaria precauzione per la loro pratica in sicurezza.

Anche per lo svolgimento dell’attività all’aria aperta più popolare in Nuova Zelanda, il trekking (nel gergo locale, “tramping”), praticabile da chiunque, è importante seguire le raccomandazioni di chi conosce bene il territorio, tenendosi sui sentieri tracciati, ed attrezzandosi per far fronte alla variabilità delle condizioni climatiche.