Il Kenya che non ti aspetti: viaggio oltre il safari

 

Un viaggio in Kenya è qualcosa che va oltre la semplice vacanza: significa inocontrare l'essenza dell'Africa intera. Del resto, questo strabiliante paese accucciato sornione sull'equatore, regala al turisti tre distinte regioni geografiche tutte capaci di panorami straordinari: la zona costiera con la sua bella barriera corallina non ancora troppo sfruttata dal turismo; il tavolato settentrionale con le sue savane, i mari d’erba gialla punteggiati di acacie e di mandrie di gnu e di zebre; l’immenso altopiano centrale alto 2.000 metri, che incornicia le numerose riserve naturali e la spaccatura della crosta terrestre lunga 8.000 chilometri, culla dell’umanità e mare in divenire. Perchè un viaggio in Kenya è molto più di un semplice safari.

 

 

Dalla savana alla città per un ritorno alle origini

 

Se la natura è stata estremamente generosa con il Kenya, regalandogli uno dei paesaggi più affascinanti dell’intera Africa, anche le città di questo incredibile paese africano, lasciatevelo dire, non sono per niente male.

Tutti i centri abitati rispecchiano la strana fusione delle dominazioni portoghese, araba e inglese, ma Mombasa ne è sicuramente il risultato più incredibile. Il nucleo antico della città è un’isola, dove il profumo dei datteri maturi si mescola con quello del pesce appena pescato, in un rincorrersi di suoni, sapori e odori che vi inebrieranno.  Meravigliose anche le spiagge della sua costa meridionale.  Qui, all'ombra di una palma da cocco, sdraiati su una sabbia bianca soffice come il velluto, con i piedi in acque calde e turchesi, troverete sicuramente la ricetta per la felicità.

Altrettanto suggestivo è Malindi, il luogo più “italian style” di tutta la costa kenyota. Qui - tra pizze “Margherita” e caffè espressi - l’Africa strizza l’occhio al gusto più mediterraneo del “made in Italy”. Ma saranno le bianche spiagge di Watamu, dalla finissima sabbia, a farvi tornare alle origini nuotando nelle acque tranquille dello splendido Parco Marino.

 

 

 

Lamu, un tuffo nell'isola dal fascino etereo

 

Impossibile poi, non passare per Lamu, la perla kenyota dalle dune ondulate e spiagge sconfinate, con un mare cristallino da fare invidia persino ai Caraibi. Un luogo dal fascino veramente etereo e senza tempo, lontano anni luce dalle sterminte savane africane. 

L’arcipelago è formato da diverse isole e isolotti, di cui la città swahili di Lamu risalente al XIV secolo è sicuramente la più conosciuta ed apprezzata. Il vecchio centro storico della città, che si incontra non appena si sbarca sull’isola, è un intricato dedalo di strette viuzze e alti palazzi in tipico stile arabo.
È bellissimo perdersi tra queste strade lasciandosi guidare dalla curiosità ed immergersi nella cultura locale: sebbene anche qui sia ormai un posto raggiunto da numerosi turisti, Lamu è stata in grado di mantenere intatte le sue suggestioni antiche.

Del resto, non troverete auto nell’isola: l'arcipelago è raggiungibile solo in barca e sulle isole sono ammessi sono asini e biciclette come mezzi di trasporto. Da non perdere è un giro su un dhow (la tradizionale imbarcazione a vela dell'isola) al tramonto facendosi cullare dalle onde del mare e dai racconti di questi esperti marinai: il dhow prenderà il largo fino alle mangrovie e ammirerete questo angolo di paradiso con la calda luce del sole che cala… un’esperienza davvero unica!

 

 

 

Alla scoperta dei sapori più veri

 

In Kenya tutto o quasi ruota attorno a un singolo ingrediente: il latte di cocco, il mandafu. Che, contrariamente a quanto si pensa ,non è il liquido che si trova all'interno della noce, quanto piuttosto la sostanza acquosa ricavata dalla spremitura di un misto di polpa e acqua preparata nei tradizionali kifumbu, uno speciale contenitore realizzato con foglie di palma.Questo prelibato nettare viene praticamente usato come condimento di quasi tutti i piatti della cucina tipica kenyota, come nel caso del kuku masala (il leggendario pollo alla griglia africano) o il samaki wa kupak a (lo speziato pesce cotto alla griglia tipico del luogo).

Ma il piatto che caratterizza più di tutte la cucina africana è sicuramente l'ugali: una comunissima polenta, composta da farina di mais e acqua, che i kenyoti ritengono molto importante nella loro dieta per crescere forti e robusti (e guardandoli si può credergli). È un cibo incredibilmente pesante che nello stomaco ha l'effetto di un macigno: vi sazierà completamente dopo una faticosa giornata di safari, ma non aspettatevi meraviglie quanto al sapore.
In genere, un ugali ben preparato non dovrebbe essere troppo asciutto né troppo appiccicoso, e può essere gustato come finger food. Prendetene un po' con la mano destra (la mano sinistra si usa per lavarsi le parti intime), formate una pallina con le dita, praticando un solco con il pollice, e intingetela nella salsa che accompagna l'ugali. Mangiare con le mani è un'arte, ma dopo qualche tentativo comincerà a sembrarvi naturale.
 

 


La Farnesina consiglia

 

La situazione politica keniana resta instabile a seguito del mancato riconoscimento dei risultati delle elezioni presidenziali dell’ottobre 2017. La conflittualità tra maggioranza ed opposizione e le perduranti tensioni sociali possono sfociare in nuove manifestazioni, anche violente, con blocco temporaneo delle principali vie di comunicazione terrestri del Paese.

Nei maggiori centri urbani (Nairobi e Mombasa) il livello della criminalità comune è particolarmente elevato. Possono verificarsi aggressioni a mano armata, senza discriminazione tra cittadini keniani benestanti e stranieri. Si raccomanda pertanto di mantenere in ogni circostanza comportamenti ispirati alla massima prudenza, evitando manifestazioni politiche e ogni tipo di assembramento ed adottando tutte le precauzioni indicate nella sezione “Avvertenze”.

Nel Paese permane elevata anche la minaccia terroristica di matrice islamica. Ai connazionali in viaggio verso il Kenya, la farnesina consiglia pertanto di:

  • limitare gli spostamenti interni via terra e prediligere l’utilizzo del mezzo aereo, molto diffuso in Kenya;
  • affidarsi sempre a Tour Operator professionali. Qualora non si preveda un soggiorno presso strutture alberghiere nelle località della costa, si raccomanda di affittare soltanto case con servizio di sorveglianza e personale affidabili. Si ricorda che episodi di rapina a mano armata, che hanno determinato anche la morte violenta delle persone coinvolte, sono stati registrati sia in alberghi sia in case private;
  • diffidare di operatori locali dei quali non è accertabile in Italia un chiaro profilo di professionalità. Non sono, infatti, infrequenti casi di truffe ai danni di viaggiatori e potenziali minacce a scopo estorsivo; tale raccomandazione è particolarmente rivolta a coloro che si avventurano in viaggi "fai-da-te";
  • trovare itinerari alternativi al Likoni Ferry.
  • prestare prudenza negli spostamenti e nel frequentare punti di ritrovo e luoghi affollati o di assembramento (luoghi di culto, edifici pubblici, eventi sportivi, trasporti pubblici etc.) soprattutto nei giorni e nelle ore di maggiore affluenza;
  • non ostentare oggetti di valore, di evitare spostamenti nelle ore notturne, in zone isolate o nei quartieri poveri e nei locali mal frequentati delle città;

Si è avuta notizia dell’uso dei social network per attrarre potenziali vittime in trappole per estorcere denaro; si raccomanda di adottare le precauzioni del caso.