Polinesia Francese, un tuffo dove l'acqua è più blu

Il sogno di una vita intera: la Polinesia Francese, con i suoi profumi, la natura rigogliosa, le centina di isolette, è una delle mete in assoluto più desiderate al mondo.
Per molti però Bora Bora, Moorea, Tikehau possono rimanere solo un miraggio, troppo lontano, ma soprattutto troppo caro perché diventi reale. Non a caso la Polinesia è una delle destinazione predilette per la luna di miele, quando, grazie al contributo di amici e parenti, finalmente si riesce a saltare un aereo per abbandonarsi al canto del mare e ai disegni degli incredibili cieli polinesiani.

Del resto, una ventina di giorni a zonzo per le Isole della Società (Bora Bora, Moorea, Raiatea, Maupiti, Huahiné) e le Tuamotu (Tikehau, Rangiroa, Fakarava), solo per citare i due arcipelaghi più conosciuti, possono arrivare a costare anche più di 10.000 euro, se ci si appoggia ai resort più noti e, senza dubbio, più belli delle isole.

Ma non credete a chi vi dice che in Polinesia non esistono strutture alternative e che i voli costano sempreun occhio dalla testa. È sufficiente organizzarsi con largo anticipo per trovare delle tariffe “umane” e optare per pensioni e resort, certamente più spartani, ma altrettanto affascinanti e paradisiaci.

Nello specifico, per quanto riguarda il viaggio basta muoversi con un 4/5 mesi di anticipo sulla data scelta per la partenza: questo vi permetterà di trovare offerte in gran quantità e di scegliere tratte più agevoli, senza dover fare il giro del mondo in 36 ore con quaranta scali.

Rispetto all’alloggio poi, optate per resort più piccoli e a gestione famigliare. Tenete presente però che strutture di questo tipo dispongono di non più di 4/5 bungalow per cui prima vi muovete online meglio è.

Quanto all’economia da fare in loco, il primo consiglio è quello di optare per la bicicletta per spostarsi sulle isole. La sera, poi, se non avete la mezza pensione (che conviene ed è un’altra cosa da trattare durante la prenotazione) provate le “roulotte“. Sono i più diffusi sistemi di ristorazione locale, molto frequentati dagli stessi polinesiani. Veri e propri ristoranti a quattro ruote (simili ai furgoncini di panini che stazionano davanti alle discoteche, per intenderci) dove è possibile mangiare deliziosi piatti di pesce e altre specialità indigene, spendendo veramente poco.

Se siete patiti di immersioni (e questo è senza dubbio il posto giusto) ricordate poi che quasi sempre i centri diving vi chiedono di fare la prenotazione attraverso la vostra pensione, che ricava una percentuale, di solito proporzionale al livello di sistemazione. Ecco perché una immersione prenotata atraverso un resort di lusso può arrivare a costare anche tra i 70 e gli 80 euro, mentre con pensioni più modeste (alcune nemmeno prendono la percentuale) sui 40 euro. I centri diving delle varie isole di uno stesso arcipelago sono spesso collegati tra loro e non sono molti, ricordatevi quando vi spostate di prenotare le vostre plongées in anticipo o rischiate di non trovare posto.

Ma per una vacanza davvero da sogno, assicurati di non lasciare nulla al caso! Scopri tutto quello che devi sapere prima di partire per la Polinesia Francese e parti informato con Amerigo.

 

 

Il periodo migliore per un viaggio in Polinesia Francese

La Polinesia Francese ha un clima tropicale, con temperature alte praticamente tutto l’anno e una piovosità che varia notevolmente da un’isola all’altra.

In generale le temperature sono più alte nelle isole settentrionali rispetto a quelle meridionali della Polinesia Francese. Nelle isole della Società, in particolaare, ci sono due stagioni: una umida e piovosa che va da novembre ad aprile (con un picco tra dicembre e gennaio e il rischio di qualche ciclone), ed una stagione secca e poco piovosa che va da maggio ad ottobre.

Le isole Marchesi, che sono invece più a nord rispetto alle isole della Società, sono meno esposte ai cicloni ed hanno un tasso di precipitazioni annue più contenuto.

Le isole Australi, che si trovano molto più a sud, hanno temperature un po’ più fresche, con precipitazioni costanti e in media più abbondanti rispetto alle isole della Società.

Posto che non ci sono grosse limitazioni, il periodo migliore per un viaggio in Polinesia Francese è sicuramente quello che va da maggio ad ottobre nelle più conosciute isole della Società, ma anche da agosto a novembre nelle isole Marchesi.

 

 

Documenti necessari per l'ingresso in Polinesia Francese

Per entrare nel Paese è necessario essere possesso di un passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data di rientro. Poiché nella maggior parte dei casi l’ingresso in Polinesia francese avviene transitando dagli Stati Uniti, è necessario essere in possesso anche dell’Esta e dei titoli di viaggio richiesti per gli States (vedi la scheda sugli States).

La Farnesina precisa che dopo gli avvenimenti dell'11 settembre 2001, vengono effettuati rigorosi controlli sui documenti d'identità all'aeroporto di Los Angeles (transito per la Polinesia francese, sottoposto ai controlli dell'Ufficio Immigrazione statunitense).

Questo significa che lo smarrimento del passaporto durante il soggiorno rende pertanto impossibile per il suo titolare il transito di ritorno negli Stati Uniti e, di conseguenza, impone la modifica del proprio itinerario di viaggio con connessi esborsi economici.

Quanto al visto, invece, non è mai necessario per un soggiorno di tre mesi. Nel caso in cui la permanenza dovesse prolungarsi oltre tale termine, gli interessati dovranno indirizzare all'Alto Commissario, un mese prima della scadenza del trimestre, apposita domanda per ottenere il "permesso di soggiorno".

Si fa presente inoltre che le Autorità sono particolarmente rigide nel far rispettare il divieto nei confronti dei non residenti di esercitare un'attività lavorativa dipendente. Il contravventore viene espulso immediatamente e dichiarato "persona non gradita" nel Paese.

 

 

Polinesia - Situazione sanitaria e assicurazione viaggio

La situazione sanitaria in generale è buona nelle isole principali. In caso di emergenza, si consiglia di optare per un rimpatrio. Si fa presente però che i trasferimenti d'emergenza possono essere effettuati solo tramite compagnie private (Pacific Help) a prezzi molto elevati. Non da meno, si fa notare che i ricoveri ospedalieri non sono presi a carico dagli enti mutualistici italiani, così come le visite mediche ed i farmaci. Per questo si raccomanda di stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente.
 

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Quanto alle malattie, sono stati riscontrati nel Paese casi di Chikunguya. Lo scorso aprile le autorità locali hanno anche dichiarato un’epidemia di Dengue di tipo 2 a Tahiti. Si raccomanda pertanto di munirsi di repellenti per zanzare e di seguire le istruzioni delle autorità locali in materia di sanità.

Si consiglia inoltre, previo parere medico, la vaccinazione contro l’ epatite A e B.
 

 

Polinesia - I consigli della Farnesina

Non si segnalano al momento particolari criticità in relazione all’ordine pubblico. Di conseguenza la Farnesina consiglia ddi adottare le normali precauzioni contro il rischio di episodi di microcriminalità. Un atteggiamento prudente è raccomandato però nei confronti delle offerte di sigarette fatte a mano, molto comuni in Polinesia, contenenti spesso una particolare specie di cannabis locale (pakalolo) molto più attiva di quella in uso in Europa. Si consiglia altresì di evitare alcuni quartieri di Papeete soprattutto dopo il tramonto.

Si fa inoltre presente che la "Cadran de ANAA", zona militare, si può visitare solo con il permesso del Comandante delle Forze Armate del Pacifico. E che all'isola di Mangareva si può accedere solo con l'autorizzazione dell'Amministratore delle isole Gambier.