Un viaggio biblico nell'Armenia della via della Seta

 

Situata all’incrocio delle grandi vie storiche, protagonista e vittima della storia moderna, culla del cristianesimo, l'Armenia con i suoi cieli immensi e la sua gente accogliente è la meta ideale per chiunque possa e voglia definirsi viaggiatore attento, curioso e appassionato.

Quasi isolata, arroccata com'è sugli altipiani del Piccolo Caucaso, è una terra dal paesaggio affascinante e dal patrimonio storico ineguagliabile. Del resto, questo antico paese, naturale ponte tra l'Occidente e l'Oriente, tappa d’obbligo sulla via della seta, è stato testimone nei secoli di scontri e incontri di civilità che ne hanno modificato per sempre i confini e i colori.

Nelle chiese e fortezze, nei laghi alpini e fiumi, nelle rocce maestose e canyon vertiginosi sono nascosti migliaia di storie e misteri ancora in attesa di essere scoperti dai viaggiatori più intrepidi. Nella sua cucina tradizionale, così essenziale e fatta di ingredienti freschi e genuini, c'è tutto il sapore di paesi ed epoche lontane. Del resto, dicono gli Armeni parlando del loro paese: «La carne più gustosa è sulle ossa, la terra migliore è sulle rocce». Insomma, l'Armenia è una destinazione assolutamente affascinante, con il suo mix di storia millenaria, meravigliose architetture, paesaggi mozzafiato e buon cibo... il tutto a un costo accettabile e senza un ingombrante turismo di massa.

 

 

 

Alle pendici del monte Ararat, alla scoperta di Yerevan

 

Qualunque sia l'itinerario di viaggio da te scelto, impossibile non prevedere una sosta a Yerevan, la capitale dell'Armenia. Situata a quasi 1000 metri di altitudine, quando il cielo è sereno, da ogni angolo della città, è possibile ammirare in tutto il suo splendore la cima innevata del monte Ararat, la motagna biblica su cui Noè approdò dopo il grande diluvio universale.

A dispetto di quanto si potrebbe credere, Yerevan è una città molto moderna, curata e pulita e in cui è molto facile spostarsi grazie all’efficentissima metropolitana. Per visitarla l’ideale è partire dal centro, cioè da Piazza della Repubblica, sulla quale si affacciano le sedi di alcune delle istituzioni più importanti del paese, come il Ministero delle Comunicazioni e il Palazzo del Governo e dove si trova la scenografica Fontana Musicale, la cui coreografia di getti d’acqua e luci cambia diverse volte durante l’anno. Poco distante, si trova la Cattedrale di San Gregorio Illuminatore, la più grande chiesa armena del mondo. A pochi passi dalla Cattedrale sorge poi la Moschea Blu, l’unico centro di culto musulmano in tutta la città, inconfondibile per i suoi bellissimi decori sulla cupola e sulle pareti.

Alla fine di Hyusisayin Poghota, la strada pedonale sulla quale si affacciano tutti i negozi e i locali più famosi di Yerevan, si trova il Teatro dell’Opera, costruito negli anni Trenta su progetto ancora di Tamanian. Proprio alle sue spalle inizia la via che porta fino al complesso Cascade, una meta assolutamente imperdibile. Qui, un’immensa scalinata collega la città con la collina adiacente, dalla cui cima si può godere di uno dei panorami più suggestivi di tutta l'Armenia.

 

 

Tra monasteri e chiese, lo spaccato più "fedele" dell'Armenia

 

A 25 chilometri a ovest di Yerevan sorge la cittadina di Echimiadzin, che può essere considerata come il Vaticano armeno. La città è infatti la sede del Catholicos, il capo della Chiesa Armena. L’intera città, insieme alla vicina Zvarnots, è stata dichiarata Patrimonio dell’UNESCO nel 2000. A Echimiadzin si trovano chiese di diverse epoche: la più importante è indubbiamente la Cattedrale, costruita tra il III e il IV secolo, dove è esposta la lancia con cui (si dice) venne trafitto Gesù Cristo sulla croce. Zvarnots custodisce invece le rovine di una spettacolare cattedrale, costruita per volere del Catholicos Nerses III°, tra il 643 e il 655 d.c. e distrutta da un terribile terremoto nel 930 che la trasformò in un cumulo di (pur sempre spettacolari) macerie.

Tra i siti patrimonio dell’UNESCO in Armenia come non citare poi il complesso monasteriale di Geghard. Situato nella gola del fiume Azat, tra montagne innevate e guglie rocciose, è uno dei più spettacolari di tutto il paese con le sue tante chiese, cappelle e i khachkar, i cippi funerari in pietra decorata tipici dell’Armenia.

Più a sud, nella vale del fiume Amaghu, in un paesaggio molto simile a quello del Grand Canyon, fatto di terra rossa e profonde gole, sorge invece il Monastero di Noravank, costruito nel XIII secolo. All’interno del monastero si trova la bellissima Chiesa di Surb Astvatsatsin (ovvero, Santa Madre di Dio) impreziosita da spettacolari bassorilievi  che, uniti alla bellezza del paesaggio, rendono il Monastero di Noravank una delle tappe imperdibili per chi visita l’Armenia!


 

 

Dalla carne di ovino al Brandy dell'Ararat, alla scoperta del lato più gustoso dell'Armenia

 

Con tradizioni culinarie "vecchiè" più di duemila anni, la cucina armena è una parte importante della cultura della nazione e una testimonianza dell’evolversi del gusto nel corso del tempo a causa dei contatti e dello sviluppo storico del paese. Ma attenzione, perchè se siete vegetariani, questo potrebbe non essere il posto che fa per voi.

Grazie al suo territorio prevalentemente arido, l’Armenia è infatti la patria della carne di ovino, che è praticamente presente in tutti i piatti tipici. Assolutamente da provare sono i dolma, deliziosi involtini di foglie di vite ripieni di riso e carne d’agnello, oppure lo spezzatino di pecora servito generalmente con riso speziato. Il tutto magari accompagnato dal buonissimo vino Karas prodotto nella regione di Armavir. Come non parlare poi dei Khorovats, il vero emblema della cucina armena. Si tratta di spiedini alla griglia cotti secondo antichissime regole che gli armeni seguono fedelmente.

E per chiudere un pasto così abbondante, cosa c'è di meglio di un sorso di "Ararat", il famoso brandy prodotto a Yerevan, che pare sia stato il preferito di Stalin e Churchill?