La Namibia che non ti aspetti: viaggio nell'Africa più sicura e meravigliosa

 

È la terra dai mille paesaggi, con una storia antichissima e un fermento tutto moderno. E' uno di quei paesi che ti affascinano non appena appoggi un piede sul suo suolo. Nonchè una delle poche nazioni africane che si può visitare senza rinunciare alle comodità, senza fare strane vaccinazioni e soprattutto portandosi appresso anche i bambini.

Stiamo parlando della Namibia, terra che racchiude luoghi dove lo sguardo abbraccia lunghi tratti costieri e neppure un filo d'erba interrompe il grigiore indistinto, strade di campagna sulle quali si può camminare per ore con il cielo come unico tetto, distese di dune ai confini della realtà e pianure di rocce arse dal sole che regalano atmosfere lunari.

Sebbene infatti gran parte del territorio sia costituito dalle distese aride del deserto del Namib e del Kalahari, in un solo viaggio in Namibia si possono ammirare dune altissime, canyon, savane, sabbie del deserto che finiscono nell’oceano e parchi, dove convivono elefanti, leoni, leopardi, ghepardi, antilopi, gazzelle, giraffe, zebre, gnu, orici e struzzi. Per certi versi, le bellezze della Namibia non temono confronti, Sossusvlei e l'Etosha National Park ne sono l'esempio. 

Il tutto condito da una moderna concezione del turismo che deve la sua vitalità ad anni di stabilità economica e politica e all'influenza del Sudafrica, da cui la nazione si è staccata nel 1990.

 

 

 

Tra le dune del  Namib aspettando l'alba

 

Il deserto del Namib è senza dubbio l'icona assoluta della Namibia (del resto il suo nome deriva proprio da qui"), oltre ad essere uno dei più grandi al mondo.  

Qui chilometri e chilometri di dune color albicocca si rincorrono tra i venti che le fondono e confondono, interrotte solo da piccole oasis. Ma al di là dell'incredibile colore che le identificano, a renderle tanto particolari sono le altezze che raggiungono. Le più alte sfiorano quota 300 metri, dando un senso di pura irrealtà a chi si ferma a guardarle. Tra le più famose ci sono la duna 45 e la Big Daddy, così chiamata perchè pare sia la più alta al mondo.

Ma il vero fiore all'occhiello di questo sconfinato deserto è Sossusvlei, con la sua pozza d'acqua prosciugata, gli alberi rinsecchiti e le sue maestose dune a fare da cornice e a regalare a chi la osserva l'impressione di trovarsi su un set cinematografico.

Un consiglio: visita il deserto all'alba, quando il rosso del cielo si riflette sull'arancione delle dune, regalando a chi ha la fortuna di trovarsi lì in quel momento uno dei paesaggi più mozzafiato del mondo interno.

 

 

 

L'apocalittica Skeleton Coast

 

Centinaia di chilometri di nulla più totale. Qua e là solo qualche fuoristrada riempito di ogni genere di provviste e taniche di benzina a segnalare la presenza di qualche pescatore solitario. E poi una striscia di sabbia e sale striata dai solchi profondi di ruote che segue la forma dell’Oceano Atlantico e a volte si perde, confondendosi col deserto. Infine decine e decine di relitti e resti di sventurati animali.

Del resto la Skeleton Coast deve il suo nome proprio ai rottami e alle innumerevoli navi che si sono arenate o schiantate sulla costa della Namibia a causa delle forti correnti oceaniche e delle nebbie che imperversano nella regione. Molte sono già tornate polvere, altre lo diventeranno a breve, mentre quel che ne resta viene inesorabilmente strappato via dal vento e dalle onde.

Beh, se dovessi immaginarti uno scenario apocalittico, stai pur certo che andrebbe molto vicino a quello che la Skeleton Coast offre. Sarà per questo o per gli incredibili colori che si scorgono, ma un viaggio in Namibia non può prescindere da un'escursione qui. Certo, sempre ben organizzato. Del resto qui non c'è nulla. E il rischio di rimanere senza benzina e senza possibilità di utilizzare il telefono (qui non c'è campo) per allertare i soccorsi è davvero alto. Per cui affidati a dei seri tour operator e lasciati incantare dalla distesa di sabbia più "mortale" del mondo.

 


 

 

La sacralità di Adam's Peak

 

Tappa imperdibile della Skeleton Coast è sicuramente Cape Cross. Il nome deriva dalla croce fatta erigere all’atto della sua scoperta a fine Quattrocento dai navigatori portoghesi per segnare il punto più meridionale fino ad allora raggiunto sulla costa africana.

Adesso però il posto è famoso soprattutto perché ospita una numerosissima colonia di otarie (la più grnde d'Africa) per un totale di decine di migliaia, che approfittano dell’abbondanza di pesce in zona trasportato dalle correnti oceaniche. Si dice che consumino un milione di tonnellate di pesce all’anno e in effetti, a parte le belle foto che un simile scenario regala, scommettiamo che il ricordo che più ti rimarrà impresso sarà l’odore pestilenziale di pesce che generano i loro escrementi.  

Ma le otarie non sono gli unici animali a dominare la Namibia: questa è anche la terra dei Big Five. Leoni, elefanti, leopardi, rinoceronti, bufali oltre a ghepardi, giraffe, zebre, abitano l’Etosha National Park, riserva naturale dal 1907, una delle prime al mondo, nonché una delle più estese con i suoi 22.570 chilometri quadrati.

I grandi sovrani della regione si concentrano per lo più vicino alle pozze d’acqua dell’Etosha Pan, una sconfinata distesa bianca salina e screpolata dal sole che attraversa la parte centrale di questo Parco, rendendola l'arena più naturale per un emozionante safari.

Qui è possibile avvistare anche il raro impala dal muso nero e i rinoceronti bianchi e neri nei pressi della Pozza Okaukuejo. Senza contare che quando la pianura è battuta dalla piogge il parco si popola di fenicotteri, aironi e pellicani. Regalando uno spettacolo assolutamente imperdibile agli amanti dell'avifauna.

 


 

 

La Farnesina consiglia di

 

  • Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese:
    - Passaporto: necessario, con validità residua di almeno 6 mesi a partire dalla data di rientro. Per le eventuali modifiche si consiglia di informarsi preventivamente presso le autorità namibiane presenti in Italia (Consolato onorario a Milano) o presso il proprio Agente di
    - Visto d’ingresso: non necessario per turismo fino ad un massimo di 90 giorni di permanenza nel Paese.
     
  • Vaccinazioni obbligatorie: nessuna; la vaccinazione contro la febbre gialla, se si proviene da un Paese dove la febbre gialla è a rischio trasmissione.

  • Formalità valutarie e doganali: per l'importazione temporanea di fucili da caccia è necessario richiedere un permesso che viene rilasciato dalle Autorità doganali al momento dell’ingresso nel Paese.

     

 



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