Senegal: un viaggio nel paese più "soft" dell'Africa occidentale

Un viaggio in Senegal è senza dubbio il modo più tranquillo per cominciare a conoscere l’Africa Occidentale.

Le condizioni climatiche non estreme, la calorosa accoglienza che gli autoctoni riservano agli stranieri e il clima socio-politico sostanzialmente stabile, rendono di fatto il paese dalla terra rossa, una delle mete privilegiate per iniziare a scoprire il continente africano.
E' vero, il Senegal non ha di certo i parchi della Tanzania e non può tantomeno vantare panorami eccezionali come quelli che si possono ammirare da ogni dove in Namibia, ma è proprio per le sue caratteristiche che è definito un paese “da vivere” piuttosto che “da vedere”.

La prudenza però - sebbene sia considerato a tutti gli effetti un paese "soft" - non è mai troppa e se state per partire alla volta delle Senegal, farete meglio a leggere i consigli viaggio di Amerigo.it!

 

 

Quando andare in Senegal

Innanzitutto va detto che il periodo migliore per un viaggio in Senegal va da novembre a febbraio, durante la stagione secca. In questi mesi, la temperatura si mantiene sui 25 gradi costanti e le precipitazioni sono praticamente assenti.

Tra giugno e ottobre, invece, le precipitazioni sono molto frequenti e le temperature possono raggiungere i 30 gradi. Una vacanza in questo periodo è sicuramente altrettanto gradevole, perchè le piogge non durano quasi mai più di un paio d'ore per giorno e la vegetazione è magnificamente rigogliosa. Di contro però - proprio a causa della quantità di pioggia che si riversa sulla zona - c'è il rischio che alcune strade che portano a parchi e riserve naturali siano chiuse.

L’acqua del mare è calda per gran parte dell’anno, ma nei mesi più secchi tra febbraio ed aprile si raffredda raggiungendo i 22-23°C nella zona centrale, mentre scende ulteriormente al nord (di circa 2-3°C) e sale di qualche grado verso sud. Durante gli altri mesi la temperatura si alza fino a raggiungere circa i 29°C, specialmente tra agosto ed ottobre.

 



Documenti e formalità doganali

Per poter sbarcare in Senegal è necessario essere in possesso di un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Per  eventuali aggiornamenti e modifiche a tale norma si consiglia di informarsi prima della partenza presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese presente in Italia, o quantomeno presso il proprio Agente di viaggio.

Quanto all'obbligo per i cittadini UE di dotarsi di un visto d'ingresso, introdotto nel 2013, stato sospeso di fatto a partire dall’1 maggio 2015 per decisione del Capo dello Stato.  
Si segnala però che, all’arrivo in aeroporto, è richiesto di compilare un dettagliato modulo di informazioni personali.

Rispetto alle altre formalità doganali e valutarie, va precisato inoltre che, se al momento dell’arrivo nel Paese si è in possesso di una somma di denaro superiore a 1.000.000 FCFA (1.500 Euro circa), è necessario compilare un apposito modulo presso l’ufficio doganale dell’aeroporto.
Al momento di lasciare il Paese si dovrà quindi esibire la suddetta dichiarazione o la distinta d’acquisto di valuta rilasciata nel corso del soggiorno in Senegal da un Istituto di Credito autorizzato: in uscita dal Paese, altrimenti, la somma autorizzata in contanti è di 500.000 FCFA (circa 750 euro).
Le ammende applicate a fronte di una violazione delle norme vigenti in materia vanno dalla confisca della valuta oggetto dell’illecito alla condanna da 1-5 anni di prigione.


 

 

Sanità e assicurazione viaggio Senegal

In caso di complicazioni durante il viaggio, è bene sapere che le strutture sanitarie private nella capitale Dakar sono generalmente affidabili, mentre è assolutamente sconsigliato il ricorso a strutture sanitarie pubbliche.

Si raccomanda comunque di stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente.

Si consiglia inoltre di:
- bere solo acqua minerale e bibite in bottiglia, senza l’aggiunta di ghiaccio;
- fare attenzione al forte rischio regionale di contraffazione dei medicinali. In caso di necessità quindi, il consiglio è quello di  acquistare medicinali solamente in farmacie centrali.

Quanto ai vaccini, sono consigliate, previo parere medico, le seguenti vaccinazioni: meningite, epatite A e B, tetano e tifo, difterite, poliomelite, meningococcco, morbillo, nonché la profilassi antimalarica.
Si consiglia inoltre la vaccinazione antirabbica per chi deve svolgere attività a contatto con animali, cani, pipistrelli ed altri mammiferi, per lavoro, come veterinari, ricercatori o per diporto, come campeggiatori e turisti ciclisti.

 

 

La Farnesina consiglia di:

  • mantenere un atteggiamento ispirato a sobrietà e prudenza;
  • evitare luoghi isolati soprattutto la mattina presto ed in orari notturni;
  • adottare la massima cautela a causa dell’aumento di episodi di microcriminalità (borseggi, furti di telefoni cellulari ecc…) e aggressioni a scopo di rapina, diffusi soprattutto nelle grandi città e nelle zone di maggior afflusso turistico;
  • ricorrere a Tour Operator di comprovata esperienza evitando di affidarsi a guide improvvisate;
  • adottare particolare cautela nei locali notturni, sulle spiagge e nei centri turistici dove si potrebbe essere facilmente avvicinati da giovani uomini o donne, pronti a dichiarare i propri intenti matrimoniali, motivati nella maggior parte dei casi dal desiderio di trovare un facile canale di emigrazione in Europa o di trarre altro genere di profitto da tale tipo di relazione;
  • evitare di fotografare edifici pubblici o installazioni militari;
  • recare sempre con sé un documento di identità (conservandone copia in luogo sicuro): la mancata presentazione di un documento d’identificazione può comportare il fermo o l’arresto, che solitamente è di 48 ore.
     
  • NB: la detenzione e l’uso di stupefacenti, compresa l’"erba” coltivata localmente ed offerta ai turisti, soprattutto ai giovani, sia per strada che nei pressi delle installazioni alberghiere, sono assolutamente proibiti e vengono puniti con la carcerazione. L’atteggiamento assunto sia dall’Autorità di polizia che da quella giudiziaria è molto severo anche nei confronti di cittadini stranieri accusati di detenzione ed uso personale di droga, anche se in modiche quantità. La lentezza burocratica con cui vengono istruiti i processi può inoltre influire negativamente sul tempo di detenzione, alla quale consegue quasi sempre l’espulsione dal Paese (con viaggio a carico dell’espulso).