Islanda, terra di ghiacci e fuochi, dove la natura regna sovrana

 

Islanda: terra di ghiaccio e di fuoco, di getti di vapore che arrivano fino al cielo e salti d'acqua immensi. Tutto è forza qui. Tutto è bellezza. In nessun altro posto al mondo la natura così splendidamente audace.  

D'estate il sole risplende a mezzanotte,  mentre in inverno l’aurora boreale illumina le notti polari con colonne di luce colorate. Qui lo sguardo perde la percezione delle distanze e lascia spazio a fantastici miraggi che rievocano miti e leggende dal sapore di epoche passate.

Un viaggio in Islanda vuol dire trovarsi catapultati all'origine del mondo tra lande infinite, ghiacciai millenari e vulcani dallo straordinario fascino. Che aspetti? Zaino in spalla e via, partiamo insieme alla scoperta delle terra più magica d'Europa.

 

 

 

Thingvellir, lo spettacolo tra le faglie continentali

 

Foreste di betulle e salici, cascate, fiumi e geyser: il parco di Thingvellir (o Þingvellir) ha tutto l’occorrente per stupire con gli effetti speciali di Madre Natura. Ed è sicuramente uno dei posti migliori per iniziare il proprio viaggio alla scoperta dell'Islanda.

Istituito nel 1928, nel 2004 ha ricevuto l’ambito riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO. A renderlo tanto affascinante? Una spaccatura lunga 5 km tra le faglie continentali (quella europea e quella americana), particolarmente evidente nella gola di Almannagjá ("gola di tutti gli uomini") da cui si originano laghe e cascate dal fascino straordinario.

Dalle acque del lago Thingvallavatn poi si può accedere a un’avventura straordinaria: un’immersione tra due continenti. La faglia di Silfra è una pozza d’acqua dolce che si è formata nella spaccatura che divide il continente americano da quello euroasiatico. La sua acqua è la più pura e cristallina della terra ed è uno dei luoghi ideali per le immersioni. Di contro la temperatura è gelida (tra i 2 e i 4°C in media), ma in compenso la visuale è limpida fino a 100 metri di profondità.

Altrettanto spettacolare è l'area geologica di Geysir dove si trova, il geyser più famoso e più antico d’Islanda, oggi inattivo. E' però ancora possibile ammirare lo Strokkur che che erutta colonne d’acqua calde alte 20-30 metri ad intervalli di 5-10 minuti. E la spettacolare cascata Gullfoss, particolare con le sue colonne di basalto nero.  

 

 

 

Un bagno da sogno nella Laguna Blu

 

Altrettanto imperdibile è la Blue Lagoon, senza dubbio tra le spa naturali più belle al mondo. E sicuramente il posto ideale per concludere una bella vacanza, concendosi un po' di meritato relax prima del rientro a casa.

Situata a Grindavík  - a 40 minuti dalla capitale e circa 20 dall'aeroporto di Keflavík - questo straordinario centro termale è stato ricavato all'interno della roccia vulcanica creatasi a seguito di un'eruzione avvenuta oltre 800 anni da. I sei milioni di acque silice di un azzurro turchese da far invidia al cielo d'estate, fanno poi il resto, regalando ai visitatori uno dei panorami più mozzafiato dell'intera isola. E degli attimi di pura pace e benessere.

Si perchè al di là della bellezza del luogo, il fango di silicato bianco di cui è ricco  il fondo del bacino, mischiato alle alghe che prolificano nell’acqua della Laguna Blu e alle temperature tra i 37 e i 39 gradi, ha proprietà benefiche per la pelle e viene utilizzato per curare diverse malattie dell'epidermide o, anche più banalmente, per trattamenti estetici.

 

 

 

Alla scoperta del sapore più autentico d'Islanda

 

Come avrete avuto modo di capire, l'islanda - modellata com'è tra ghiacci e vulcani - è terra per troll e avventurieri: al di fuori della capitale (Reykjavik), nei grandi campi di pietre laviche, si possono trascorrere giornate con la sola compagnia delle pecore al pascolo, lambendo ghiacciai, sporgendosi su vertiginose cascate o immergendosi in pozze naturali di acqua calda. E dopo tante avventure potrebbe anche venirvi un certo languorino: beh ecco allora qualche consiglio per scoprire il gusto più autentico dell'Islanda.

Partiamo dal fatto che la cucina islandese è molto semplice e basata quasi esclusivamente sui prodotti del territorio, e risulta tra la più genuine al mondo. Bastano 24 ore sull’isola dei ghiacci, per rendersi conto che il pesce nuota in un mare immacolato e il bestiame pascola libero nei campi, beve acque incontaminate e respira aria pulita.

Se decidete di mangiare al ristorante sappiate però che non è una scelta economica: come presto vi accorgerete l'Islanda è parecchio cara e il cibo non fa eccezione. Per chi non vuole svenarsi, una buona idea è acquistare prodotti nei supermercati e cucinarlo a casa. Sappiate, che a parte gli alberghi, tutti gli appartamenti in affitto hanno cucine molto attrezzate. Oppure prendete ispirazione dagli islandesi che, quando non si concedono una cena al top, frequentano di solito piccoli pub, tavole calde o i chioschi da strada. Oltre agli hot dog – quasi esclusivamente di carne d’agnello, che hanno grande fama, in tutti i Paesi del Nord - , va assaggiato l’hardfiskur, panino a base di strisce di eglefino (pesce nordico simile al merluzzo) essiccato e burroso.

E quanto a pesce, qui c'è da sbizzarrirsi. Nei menu abbondano crostacei, l’halibut (simile alla sogliola adriatica, ma più saporito), il baccalà, i molluschi e ancora la balena, il cui sapore ricorda più una bistecca che il pesce. Dall’acqua dolce arrivano il pesce gatto, la trota e soprattutto un salmone di rara bontà, quasi sempre servito con l’aneto.

Sul fronte della carne invece: l'agnello è il re della tavola.  Alla griglia o in cotture veloci in padella, magari con una spruzzata di erbe locali, ha una tenerezza praticamente impossibile nel resto d’Europa, grazie alle modalità con cui viene allevato (come detto pascola allo stato brado).

Quanto al bere poi, il vino (quasi tutto italiano o francese) è praticamente un bond. Tanto è vero che l’Islanda ha il consumo procapite più alto al mondo di Coca Cola e una grande passione per la birra.  Se cercate qualcosa di più “forte”, chiedete del Brennivin: bevanda nazionale per eccellenza, è un liquore aromatizzato al cumino, ottenuto distillando le patate.

 



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