Viaggio in Terra Santa: tutto quello che devi sapere prima di partire per Israele

Un viaggio in Israele è una esperienza che va ben oltre le bellezze naturalistiche del luogo. Qui religioni, politica e storia si intrecciano in un complicatissimo puzzle che fanno di questo Stato una di quelle destinazioni intense che richiedono una certa pianificazione preventiva.

Cosa significa? Semplicemente che non è un viaggio da prendere con leggerezza: numerosi saranno i momenti i cui ci si scontrerà con dei fatti che comunque hanno segnato, e segnano tutt’oggi, la minuscola area di Medio Oriente che si fa portatrice di una questione ancora aperta.

Ma tranquillo, una volta assimilate tutte le opportune precauzioni, saranno proprio questi contrasti a conquistarti.

Basti pensare che qui si passa dalle spiagge lunghe e dorate di Eilat e Tel Aviv dove ci si può rilassare tutto l’anno, alla città sacra e quasi ferma nel tempo di Gerusalemme, dal deserto abitato del Negev, alla depressione del Mar Morto che regala incredibili scenari dove potersi “immergere”, passando per la natura rigogliosa del Nord. E poi ancora la vita notturana di Tel Aviv, i ristoranti rinomati, la cultura d’avanguardia, e la storia – quella moderna e antica - che condisce e scandisce ogni paesaggio. 
Tutto in un solo Paese, così piccolo da essere percorribile in automobile da nord a sud in appena 8 ore; ma anche così ricco di testimonianze da pensare di ritornarci più volte.

Scopriamo allora insieme tutto quello che devi sapere prima di partire per un viaggio diretto a Israele. A partire proprio dall’ABC, cioè da quando prenotare un volo diretto in questa roccaforta di storia, cultura e arte.

 

 

Il periodo migliore per un viaggio in Israele

Il clima di Israele varia a seconda della zona geografica ma generalmente riserva inverni miti ed estati calde, quasi in tutto il paese.

Sulla costa mediterranea l’influenza del mare rende gli inverni estremamente piacevoli: difficilmente a Tel Aviv le temperature si avvicinano allo zero durante l’inverno, mentre le estati sono calde e le temperature raggiungono abbondantemente i 30°C, anche se mitigate dalle brezze marine. Le precipitazioni sono pressoché assenti durante i mesi da aprile ad ottobre e si concentrano soprattutto tra dicembre e gennaio con circa 14 cm di pioggia al mese.

Nelle zone più interne il clima diventa invece continentale, le estati più calde e gli inverni più freschi, soprattutto sugli altopiani dove le temperature sono leggermente più basse rispetto alla costa settentrionale e dove possono cadere anche precipitazioni di carattere nevoso. Suggestiva è la nevicata annuale su Gerusalemme nel mese di gennaio o febbraio. Nelle zone interne, alle altitudini più basse le estati diventano particolarmente torride.

Scendendo verso sud si raggiunge la zona del deserto del Negev, dove le temperature estive salgono ben oltre i 40°C ed il caldo inizia a diventare rovente già da aprile. Gli inverni nell’area meridionale sono miti, con temperature medie che raramente scendono sotto i 20°C di giorno ed i 10°C di notte. Le precipitazioni sono molto scarse e si concentrano tra dicembre e febbraio con una media di 4-5 cm al mese.

La temperatura del mare nella costa mediterranea è ottima per la balneazione da giugno a novembre con valori che vanno dai 26 ai 29°C. Il mese con la temperatura del mare più fredda è febbraio con 18°C.

Posto che Israele è visitabile tutto l’anno se non si cerca il caldo e non ci si lascia spaventare da qualche temporale in più nei mesi invernali, il periodo migliore per un viaggio qui è durante la primavera o l’autunno, se si vogliono evitare le temperature torride soprattutto nelle zone più interne e meridionali.

 

 

Documenti necessari per l'ingresso in Israele

Per entrare in Israele è necessario essere in possesso di un passaporto con validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso. Il visto d’ingresso, invece, non è mai richiesto, purché vi si acceda nei panni di turista e si rimanga nel Paese per meno di 90 giorni. Al momento dell’ingresso, le autorità israeliane non appongono il timbro di ingresso sul passaporto, ma consegnano un piccolo tagliando con i dati del viaggiatore e i termini del visto, da esibire in particolare in caso di ingresso nei Territori Palestinesi. Si raccomanda di conservare tale tagliando sino al momento del rientro in Italia.

Nel quadro dei controlli alla partenza, si precisa inoltre che le autorità israeliane possono sequestrare apparati elettronici (telefoni, macchine fotografiche e computer). Normalmente, gli oggetti trattenuti vengono controllati e imbarcati come bagaglio sullo stesso volo, ma talvolta possono essere spediti ai loro proprietari con voli successivi. Si raccomanda in tali casi, laddove gli oggetti non fossero presenti alla riconsegna dei bagagli all’aeroporto di arrivo, di segnalare la mancata consegna alla compagnia aerea con cui si è viaggiato. In talune occasioni le autorità di sicurezza israeliane hanno richiesto a viaggiatori di rivelare le password di accesso ad account e-mail privati ed a siti di social networking per effettuare verifiche immediate. 

Si fa presente anche che la presenza di timbri o visti di alcuni Paesi arabi o islamici o considerati sensibili sul passaporto non costituisce, di per sé, motivo di respingimento alla frontiera israeliana ma può rappresentare un pregiudizio sfavorevole per la Polizia di frontiera, che può sottoporre il viaggiatore a lunghi ed approfonditi controlli con esito imprevedibile.

Va anche detto che per i controlli di sicurezza in aeroporto, sia in arrivo sia in partenza, i tempi richiesti possono essere più lunghi rispetto alla media. Occorre quindi avere pazienza e arrivare con un ampio margine di anticipo. All'arrivo, in alcune circostanze, i controlli possono includere lunghi interrogatori e perquisizioni e concludersi - per motivazioni anche non immediatamente esplicitate all’interessato - con un diniego di ingresso nel Paese. Situazioni di questo tipo si possono verificare nel caso in cui le persone in arrivo non presentino sufficienti garanzie sulla natura turistica del proprio viaggio in Israele. La persona fermata è trattenuta in stato di detenzione amministrativa in stanze condivise, con limitate possibilità di contatto con l’esterno ed in condizioni di potenziale disagio. In questi casi, poiché il rientro nel paese di provenienza avviene di norma con il primo volo utile della compagnia aerea di arrivo verso la città di partenza, l'attesa del volo può essere superiore a un giorno. A volte è consentito ripartire con un volo di altra compagnia, ma con spese a carico della persona fermata.

Al fine di evitare provvedimenti di respingimento alla frontiera, inoltre, le persone che siano state destinatarie di un provvedimento di espulsione dal Paese, che abbiano illegalmente risieduto in Israele o che abbiano ricevuto in passato un diniego di ingresso, sono invitate ad accertare quale sia il proprio status presso le autorità consolari israeliane all'estero prima di intraprendere un viaggio in Israele o presso il Ministero degli Interni israeliano.

Si segnala altresì che alle seguenti categorie di persone, a prescindere dalla loro nazionalità, potrebbe essere impedito l’accesso a Gerusalemme e all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv:

- coniugi di un palestinese;

- bambini al di sotto dei 16 anni, i cui genitori siano iscritti nel “Registro della Popolazione Palestinese”.

La mobilità dei cittadini italiani di origine palestinese, residenti nei Territori Palestinesi, è generalmente consentita alle stesse condizioni previste per i palestinesi. L’entrata e l’uscita dai Territori Palestinesi sono prevalentemente ammesse attraverso la Giordania, esibendo un titolo di viaggio palestinese. Gli stessi spostamenti sono, invece, soggetti a limitazioni per ciò che attiene il transito sul territorio israeliano attraverso l’aeroporto “Ben Gurion”. Per la partenza da tale aeroporto, infatti, è necessario ottenere preventivamente dalle autorità israeliane un permesso di ingresso in Israele dalla Cisgiordania o da Gaza (si fa presente però che questo non rappresenta una garanzia di alcun tipo e che all’arrivo le autorità israeliane potrebbero decidere di non ammettere in ingresso il passeggero, una volta giunto in aeroporto).

Ai visitatori di origine palestinese residenti all’estero, il cui atto di nascita risulti negli archivi dell'amministrazione israeliana dei Territori palestinesi, potrebbe poi essere richiesto di dotarsi di un documento di viaggio palestinese per uscire dal Paese. Questo significa che per i visitatori che rientrano in tale categoria, il passaporto italiano potrebbe non rappresentare un titolo di viaggio sufficiente per poter ripartire con conseguenti ritardi e difficoltà. Anche in questi casi, l’arrivo e la ripartenza potrebbero essere soggette alle limitazioni al transito sul territorio israeliano attraverso l’aeroporto “Ben Gurion”, previste per i residenti nei Territori Palestinesi.

Si suggerisce, quindi, a questi visitatori di rivolgersi per ogni eventuale chiarimento o aggiornamento e prima di intraprendere il viaggio, alla rete diplomatico-consolare israeliana presente in Italia.

Si pone inoltre l’attenzione sul fatto che il passaggio da Israele ai Territori Palestinesi non può che avvenire attraverso dei valichi (check-points) controllati dalle autorità militari israeliane, alcuni dei quali dedicati ai soli traffici commerciali o a speciali categorie di viaggiatori (ad esempio esponenti di governo, diplomatici).
Le autorità israeliane controllano attentamente l’attraversamento dei valichi, soprattutto in direzione di Israele. Per questo motivo è sempre opportuno portare con sè i propri documenti identificativi, il tagliando ricevuto in aeroporto o, in alternativa, il visto di soggiorno e ogni altro documento utile a dimostrare il diritto di accesso in Israele.

In alcuni casi, per ragioni di sicurezza legate a situazioni di tensione localizzata, le autorità israeliane si riservano la temporanea sospensione del passaggio attraverso alcuni valichi. Si raccomanda pertanto di verificare preventivamente l’apertura del valico prescelto. Per le stesse ragioni di sicurezza, Israele tende a sospendere il transito dei valichi in occasione delle più importanti festività ebraiche.

 

 

Israele - Situazione sanitaria e assicurazione viaggio

La situazione sanitaria in generale è molto buona e i servizi ospedalieri sono di buon livello.

La Farnesina raccomanda però sempre di stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente. A questo proposito, si segnala che le spese mediche, anche di pronto soccorso, nelle strutture sanitarie israeliane sono notevolmente costose.
 

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Sebbene non siano al momento segnalati fenomeni sanitari o epidemie di particolare rilievo, il Ministero consiglia di attenersi alle normali abitudini e pratiche igieniche. Si suggerisce inoltre di:

- mangiare cibi cotti e serviti caldi;

- mangiare e bere solo prodotti lattiero-caseari pastorizzati;

- mangiare solo frutta e verdura che si può lavare con acqua potabile o sbucciare;

- bere solo acqua in bottiglia o bollita o bevande imbottigliate e sigillate (acqua, bevande gassate o bevande sportive).
 

 

Israele - I consigli della Farnesina

Quanto alla sicurezza, la situazione in Israele è fluida e in costante evoluzione. Non di rado si verificano episodi di violenza tra dimostranti e forze di sicurezza israeliane e attacchi con armi da fuoco lungo la Striscia di Gaza che hanno colpito principalmente le città a sud del Paese.

In considerazione della volatilità della situazione, si raccomanda perciò ai connazionali di mantenere sempre elevata la soglia di attenzione e di tenere un comportamento prudente, evitando ogni assembramento.

Al sud, in particolare, si registrano con frequenza variabile lanci di razzi, mortai e aquiloni dotati di dispositivi incendiari da Gaza, e attacchi di rappresaglia israeliani. Si raccomanda, in caso di eventuale ripresa della conflittualità, e quindi di peggioramento delle condizioni di sicurezza, di evitare i viaggi nelle aeree situate entro un raggio di 40 KM dalla Striscia di Gaza.

Rispetto alla situazione di sicurezza a nord, invece, permangono rischi potenziali nelle aree nelle immediate vicinanze di Libano e Siria, incluso il Golan, che impongono di evitare i viaggi non strettamente necessari ad est della Route 98, a nord oltre la citta’ di Kiryat Shmona ed entro 5 km dalla linea blu di separazione con il Libano. Si evidenzia inoltre la presenza di campi minati (segnalati) in parte del Golan.

Si raccomanda anche di limitare allo stretto necessario i viaggi nelle aree desertiche confinanti con il Sinai e lungo la Route 12, dove si registrano attività criminali e la possibile presenza di cellule terroristich.

In generale comunque, oltre a registrare i dati del proprio viaggio su DOVESIAMONELMONDO, la Farnesina invita anche a segnalare la propria presenza all'Ambasciata d’Italia a Tel Aviv inviando un'e-mail all'indirizzo consolato.telaviv@esteri.it indicando indirizzo (in loco ed in Italia) e recapiti (inclusi e-mail e numero di cellulare), nonché il periodo di permanenza nel Paese, anche ai fini dell'inserimento del piano di emergenza dell'Ambasciata e per ricevere comunicazioni di emergenza via e-mail e/o SMS. Importante risulta altresì conoscere la posizione di rifugi anti-missili e zone protette. Le liste di rifugi pubblici sono pubblicate nel sito web dell'Ambasciata.

Buona norma inoltre è quella di evitare i quartieri abitati da religiosi ultraortodossi ("Bnei Brak" per Tel Aviv) durante lo Shabbat (a partire dal venerdì pomeriggio fino al sabato sera) e indossare abbigliamento consono nel visitare tali aree, villaggi arabi e luoghi di culto.

A questo proposito, si ricorda che vanno sempre tenute in considerazione norme di cortesia e rispetto in occasione delle principali festività religiose (es. evitare di mangiare in pubblico durante Yom Kippur e, nelle aree arabe, il mese di Ramadan; di fotografare ebrei ultra-ortodossi ecc.).

Quanto alle normative locali rilevanti si fa presente che è reato l'uso, il possesso e la fabbricazione di qualsiasi tipo di droga. Il possesso o l'uso personale di stupefacenti è punibile con un'ammenda o con un massimo di tre anni di reclusione, per le droghe leggere, e fino a 20 anni per le droghe pesanti.